Il Museo del vetro di Piegaro.

Scritto il 07/07/2020
da Lorenzo Berna


Il Museo del Vetro di Piegaro è un luogo di primissimo interesse per ripercorrere l’essenza più pura della storia piegarese.
L’edificio, che ospitò le vetrerie fino al 1968, sorge in via Garibaldi ed è ben segnalato dall’alta ciminiera in laterizi ancora presente.
L’ingresso avviene in prossimità del luogo in cui si verificava la cosiddetta “mescola”, la prima fase della produzione del vetro, le cui componenti venivano amalgamate avanti la relativa fusione nel forno.
Nell’amplissima sala attigua è visibile il forno fusorio, all’interno del quale le maestranze attingevano i boli di vetro per mezzo delle canne da soffio. Il forno, in parte privato della copertura per permettere di visionarne l’interno, contiene tutt’ora il vetro, ormai solidificatosi, in esso presente al momento dello spegnimento, creando uno spettacolo davvero suggestivo.
A fianco del forno sono presenti gli antichi stampi con cui, prima dell’industrializzazione del processo produttivo, si eseguiva la modellazione dei manufatti in vetro.
Nella stanza del forno è poi presente un plastico della vecchia fabbrica, mentre nell’attigua “saletta delle giornate” sono esposti alcuni libretti di paga degli operai.
Al piano seminterrato, un tempo utilizzato per conservare i prodotti prima della loro vendita, sono tutt’oggi visibili i cunicoli di riscaldamento e la camera di contenimento in cui, in occasione della pulizia del forno fusorio, veniva fatto colare il vetro. Anche in tal caso, al momento della chiusura del forno, è rimasta l’ultima colata, la quale, una volta solidificatasi, ha assunto un singolare aspetto, simile ad una cascata di smeraldo.
Tanto al primo piano (presso la “sala delle volte”) quanto a quello seminterrato sono tutt’oggi conservati campioni dell’industria vetraia piegarese, con l’esposizione di oggetti d’arte, ma anche di uso comune (damigiane, fiaschi, pulcianelle).